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PEELING COMBINATI CON ALFA E BETA-IDROSSIACIDI
Il Peeling Chimico Il Peeling Chimico (P.) è un trattamento dermatologico che prevede l’applicazione sulla pelle di una o più sostanze chimiche, in grado di provocare mediante l’esfoliazione, un rinnovamento rapido ed efficace degli strati epidermici e dermici. Attualmente gli agenti P. più utilizzati sono gli alfa-idrossiacidi (AHAs) in associazione con i beta-idrossiacidi (BHAs), l’acido tricloroacetico (TCA), la resorcina e il fenolo. Il P. è considerato una tecnica di dermatologia estetico-correttiva sicura ed efficace già affermata da decenni negli USA. 
In Italia invece, prima del 1993 anno in cui fu avviata la commercializzazione dei cosmetici a base di acido glicolico e la divulgazione della tecnica con soluzioni a varie concentrazioni, tale metodica era dominio di pochi ed era effettuata da un esiguo numero di dermatologi e chirurghi plastici. Il P. per la sua versatilità è ormai largamente diffuso, ed è ben nota la sua azione che determina una distruzione controllata degli strati cutanei trattati, con conseguente desquamazione. La desquamazione di durata variabile, è il prodotto di un aumentato turnover cellulare, di una rigenerazione epidermica e di un’intensa stimolazione della riparazione del derma, con formazione di nuovo collagene. Il processo di P. se ben controllato consente di attenuare o eliminare discromie pigmentarie, cheratosi attiniche, segni del tempo e del sole e cicatrici superficiali. E’ dunque una procedura che mira a stimolare le nuove cellule ed agisce come una terapia di mantenimento dello stato di salute della cute e come meccanismo di prevenzione del suo invecchiamento.
Classificazione La classificazione attuale dei vari tipi di P. si basa sugli effetti biologici degli agenti ottenuti in condizioni sperimentali controllate, e quindi sulla profondità raggiunta nonché sulla forza dell’azione esfoliante. I P. sono suddivisi in superficiali, medi e profondi e differiscono per concentrazioni e tempi d’applicazione. La scelta del tipo di P. è determinata dal problema che bisogna affrontare, dalla profondità dello strato da raggiungere, dal fototipo, e dall’età del paziente. Il P. superficiale è il più diffuso e viene utilizzato a fini cosmetologici, si ottiene applicando soluzioni di AHAs e BHAs; acido glicolico a concentrazioni tra 50% e 70%, di acido salicilico al 30%, oppure di TCA tra 15% e 20%, soluzione di Jessner e pasta di Unna (resorcina 40 %). Il P. superficiale interessa lo strato granuloso e agisce producendo un ricambio epidermico, e gli effetti sono un bruciore diffuso, cute eritematosa e comparsa di una lieve esfoliazione dopo 3 giorni dal trattamento che permane per circa una settimana.(1)
E’ indicato per tutti i fototipi di Fitzpatrick e si usa per rimuovere l’opacità cutanea, attenuare le alterazioni pigmentarie moderate, per il trattamento dell’acne, ridurre cicatrici superficiali, rughe e per correggere i segni cutanei causati dal sole ( lentiggini e melasma). Diversamente i P. medi e profondi con soluzioni a base di TCA 35-40% e fenolo 88%, provocano bruciore intenso, edema, scurimento della cute ed esfoliazione marcata della durata di 8-10 giorni. Sono indicati per stati patologici, come acne papulopustolosa e nodulocistica, cicatrici, cheratosi attinica e rughe profonde.(2)
Il peeling combinato (P.c.) è un trattamento innovativo e recente messo a punto negli Stati Uniti, e consiste in una miscela di sostanze acide di origine vegetale. Gli agenti maggiormente utilizzati in combinazione sono gli AHAs e i BHAs, con i quali si ottengono risultati apprezzabili in vari trattamenti dermatologici. Il P.c. per il suo crescente potenziale terapeutico e ampio uso clinico, rappresenta la metodica di maggior interesse nell’ambito della cosmetodologia moderna. 
Gli AHAs sono molecole organiche più comunemente note come acidi della frutta. Sono infatti prevalentemente presenti in natura nella frutta; ad esempio il limone e l’arancia contengono l’acido citrico, il mirtillo e l’ananas l’acido lattico, la canna da zucchero l’acido glicolico, l’uva sia l’acido glicolico che l’acido tartarico e la mela, la fragola e la papaya l’acido malico.(5)
E’ ormai confermato il ruolo cheratinoplastico ed esfoliante degli AHAs, in grado di determinare una riduzione della coesione fra i corneociti, e la conseguente rimozione dello strato disidratato e vecchio responsabile dell’opacità e ruvidità della pelle matura(6). Gli AHAs inoltre stimolano il turnover cellulare epidermico e dermico, proponendosi come possibili alleati nel rallentamento dei processi di senescenza cutanea.
Le loro proprietà rigenerative determinano una crescita dello spessore epidermico, seguito da inversione dell’atipia delle cellule basali, e regolarizzazione della pigmentazione. A livello del derma, questi eventi sono accompagnati da un ulteriore ispessimento dovuto ad un incremento dell’attività dei fibroblasti e quindi un aumento nella sintesi del collagene , di fibre elastiche e di mucopolisaccaridi che favoriscono l’idratazione cutanea.(3) Per quanto riguarda gli aspetti tossicologici e allergologici degli AHAs, avendo una struttura molecolare molto stabile, ed essendo componenti fisiologici delle reazioni biochimiche nelle cellule umane raramente la loro applicazione genera reazioni di questo tipo. (7)
I BHAs sono invece composti aromatici, tra i quali il più conosciuto è l’acido salicilico (o acido orto-idrossibenzoico) contenuto nella corteccia del Salix alba. L’acido salicilico(SA) viene esclusivamente utilizzato come agente topico, in quanto provoca irritazione della mucosa gastrica se ingerito. Da più di duemila anni viene applicato per il trattamento di disordini cutanei grazie alle sue proprietà cheratolitiche, il cui meccanismo di azione sembra simile all’azione di rottura dei desmosomi che cementano i corneociti proposto per gli AHAs. Reazioni avverse sono rare, sebbene esiste una forma di tossicità sistemica ben definita chiamata salicismo che comporta disturbi gastrointestinali, respiratori, metabolici e neurologici.(7)
E’ presente in almeno 80 preparati ad uso topico, spesso in combinazione con altri agenti cheratolitici come ad esempio l’acido lattico, e viene clinicamente impiegato nel trattamento della psoriasi, dermatite seborroica, ittiosi, acne e ipercheratosi.(8) Risultati convincenti sono stati ottenuti usando una formulazione a base di Idrochinone (inibitore della tirosinasi), acido glicolico e acido salicilico nel trattamento dei segni derivati dal fotoinvecchiamento, definendo in tal modo l’applicazione del P.c. una procedura innovativa, ad alta tollerabilità, sicura, ed efficace.(9) Questi dati suggeriscono che l’applicazione topica degli AHAs in combinazione con i BHAs, sia determinante nel ridurre le aree di iperpigmentazione e nel rendere il fotoinvecchiamento un processo altamente reversibile.
Ulteriori dati provengono da un recente studio in cui un derivato dell’acido glicolico, in cui l’azione esfoliante viene conservata, funge da veicolo per l’acido salicilico facilitandone la penetrazione e migliorandone l’assorbimento attraverso la cute.(4) In base a queste evidenze è ormai chiaro che l’associazione di queste due classi di acidi organici consente di ottenere uno strumento potenziato in grado di operare efficacemente contro disordini cutanei, rispettando un preciso profilo di sicurezza e validità. Questo propone un ruolo di primo piano per gli AHAs e BHAs e li pone come prima linea di trattamento per comuni inestetismi cutanei fino a stati dermatologici più gravi.
L’unione di questi agenti è in grado infatti, di esaltarne le proprietà cheratolitiche ed esfolianti, svolgendo un’azione mirata, con grande effetto sinergico. Questi importanti aspetti e le ampie potenzialità terapeutiche del P.c., ne giustificano l’ ampia diffusione e il crescente uso clinico .
Conclusioni La moderna cosmetologia è sempre alla ricerca di formulazioni innovative per migliorare l’aspetto estetico, e si propone di farlo utilizzando composti d’origine naturale privi d’effetti secondari. Fino ad ora gli alfa e beta-idrossi acidi si sono ben prestati a questo ruolo, la loro ampia diffusione nonché fruttuosa commercializzazione è stata un eco dell’efficacia e affidabilità di questi agenti. Tuttavia la ricerca avanza, sono infatti al vaglio nuove molecole perlopiù derivate dagli alfa e beta idrossiacidi, concepite per ottenere risultati sempre più soddisfacenti ed unire in unico prodotto più proprietà di azione. a cura di: Prof. Dr. Tommaso Addonisio presidente SIMBEN presidente@simben.it www.tommasoaddonisio.it
Paola D'Incà Segretario SIMBEN segreteria@simben.it www.xbenessere.it
Per info: SIMBEN ( Società Italiana di Medicina del Benessere) Bibliografia 1. Harold J. Brody: Skin Resurfacing: Chemical Peels. Fitzpatrick’s Dermatology in general medicine 5° edition 1999 2. R.G.Glogau, MD, and S.L.Matarasso: Chemicals Peels. Cosmetic dermatology 1995 Apr;13(2) 3. L.S.Moy,S.Peace,R.L.Moy: Comparison of the effect of various chemical peeling agents In a mini- pig model. Dermatol Surg 1996;22:429-432 4.S.Ueda,K.Mitsugi, K.Ichige, K.Yoshida,T.Sakuma,S. Ninomiya,T.sodou: New formulation of chemical peeling Agent: 30% salicylic acid in polyethylene glycol. J.Dermatol.Science 2002;28:211-218 5. I.Nicoletti,C.Corradini,E. Cogliandro: Impiego di un metodo hplc con colonna “narrow bore”; alfa-idrossi acidi in formulato cosmetico. 6. Van Scott EJ, Yu RJ: Control of keratinization with alpha-hydroxyacids and related compounds. Arch dermatol 1974;100:586-90 7. N.Cassano,G.alessandrini,M.Mastrolonardo,G.A. Vena: Peeling agent: toxicological and allergological Aspects. JEADV1999;13:14-23 8. A.N.Lin,MD,FRCPC,T.Nakatsui: Salicylic acid revisited. Int J. Dermatology 1998;37:335-342 9.H.B.Gladstone,S.L.Nguyen,R.Williams,T.Ottomeyer, M.Worztman,M.Jeffers: Efficacy of hydroquinone cream(USP4%) used alone or in combination with salicylic acid peels in improving photodamage on the neck and upper chest. Dermatol Surg 2000;26:333- 337 10. C.Cotellessa,K.Peris,M.T.Onorati, M.C.Fargnoli, S.Chimenti: The use of chemical peelings in the treatment of different cutaneoshyperpigmentations. Dermatol Surg 1999;25:450-454
25/01/2010

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