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ACIDO SALICILICO

 


           
Gli  effetti  antipiretici,  analgesici,  antireumatici,  antigottosi  e  uricosurici  degli  infusi  a  base  di  salice  sono  noti  fin  dall’  antichità.
Nella  prima  metà  del  ‘900  nasce  l’  impiego  dell’  acido  salicilico  nella  cura  di  patologie  dermatologiche.  Usato  al  25%  in  soluzione  alcolica  è  indicato  nell’  acne  papulo-pustolosa  di  media  e  lieve  entità,  nelle  iperpigmentazioni   e  negli  in estetismi  da  fotoinvecchiamento,  svolgendo  una  delicata  e  progressiva  esfoliazione  dell’  epidermide  (soft  peeling).


Importante  è  anche  l’  impiego  dell’  acido  salicilico  nella  cura  della  psoriasi  del  cuoio  capelluto  e  delle  verruche

Le  proprietà  febbrifughe  e  analgesiche  dell’  acido  salicilico  sono  note  fin  dall’  antichità.  Gli  effetti  antireumatici,  uricosurici  e  antigottosi  sono  invece  riconosciuti  solo  nella  prima  metà  dell’  800,  dopo  che  Buchner,  nel  1828,  dichiara  di  aver  isolato  la  salicina  dalla  corteccia  del  salice  e  che  Raffaele  Piria,  nel  1838,  trasforma  per  idrolisi  la  salicina  in  acido  salicilico.

Il  10  ottobre  1897  poi,  un  altro  giovane  farmacista  e  chimico,  Felix  Hoffmann,  sintetizzerà  l’  acido  acetilsalicilico,  che  poi  non  è  altro  che  il  costituente  della  comune  Aspirina.
È  nella  prima  metà  del  ‘900  che  nasce  l’  impiego  dell’ acido  salicilico  nella  cura  di  patologie  dermatologiche:  la  V  edizione  della  Farmacopea  del  Regno  d’  Italia  del  1920  citava  tra  i  preparati  a  base  di  acido  salicilico  la  famosa  pasta  antipsoriasica  di  Lassar  e  il  collodio  salicilico di Unna,  che  sfruttavano  le  proprietà  cheratolitiche  e  antisettiche  dell’  acido,  utilizzate  attualmente  nella  terapia  antimicotica  con  l’  unguento  di  Whitfield.  E  fra  le  sostanze  impiegate  per  ottenere  una  delicata  e  progressiva  esfoliazione  dell’  epidermide  (soft  peeling),  c’è  proprio  l’  acido  salicilico.
Questo,  usato  al  25%  in  soluzione  alcolica,  è  indicato  nella  cura  dell’  acne  papulo-pustolosa  di  media  e  lieve  entità,  nelle  iperpigmentazioni  e  negli  inestetismi  da  fotoinvecchiamento.


Riguardo  alle  proprietà  cheratolitiche  dell’  acido  salicilico ( chimicamente un  betaidrossiacido),  se  utilizzato  ad  una  concentrazione  superiore  al  10-40%,  agisce  come  acido  forte,  determinando  la  rottura  dei  legami  chimici  delle  cheratine  in  tempi  estremamente  brevi.


Numerosi studi di  Douglas  Kligmann,  proprio  nel  trattamento  delle  forme  medio-lievi  di  acne  papulo-pustolosa  e  delle  pelli  invecchiate  precocemente  a  causa  dell’  eccessiva  esposizione  ai  raggi solari,  mettono  in  evidenza    la  mancanza  di  effetti  collaterali  permanenti  come  esiti  cicatriziali  o  iperpigmentazioni  reattive.
Il  veicolo  base  nelle  preparazioni  a  base  di  acido  salicilico  è  rappresentato  dall’  alcool. Infatti la diluizione con acqua è possibile fino a concentrazioni del 4-6% vista la facilità con cui precipita.
Applicata  la  soluzione  su  tutto  il  volto,  il  peeling  agisce  per  tre  o  quattro  minuti  dopodiché  l’  alcool  evapora  e  l’  acido  salicilico  residuo  precipita  sotto  forma  di  polvere  bianca.
Pur  essendo  considerato  un  peeling  ad  azione  superficiale,  quello  con  l’  acido  salicilico  produce  sullo  strato  corneo  un  effetto  desquamante  superiore  a  qualsiasi  altro  agente  e  un’  intensa  azione  proliferativa  sullo  strato  germinativo,  creando  un  profondo  rinnovamento  dell’  epidermide.  Per  quanto  riguarda  gli  effetti  collaterali,  dopo  il  trattamento  si  può  notare  una  reazione  eritematosa  che  però  non  si  protrae  per  più  di  due  giorni.  A  volte  può  apparire  una  lieve  desquamazione  con  la  comparsa  di  un  colorito  brunastro  a  macchie,  da  non  interpretare  però  come  un  fenomeno  di  iperpigmentazione.

Riguardo  invece  alle  controindicazioni,  si  consiglia  di  evitare  l’  applicazione  di  creme  o  gel  su  nei,  mucose  ed  organi  genitali,  che  rappresentano  zone  più  soggette  ad  irritazioni  ed  escludere  sia  donne  in  gravidanza,  perché  è  stato  dimostrato  un  assorbimento  transdermico  dell’  acido  salicilico,  che  pazienti  con  fototipo  V  o  VI  della  Scala  di  Fitzpatrick,  più  soggetti  a  sviluppare  reazioni  iperpigmentarie.  Prestare  inoltre  attenzione  a  pazienti  diabetici,  per  i  quali  i  preparati  a  base  di  acido  salicilico  possono  risultare  maggiormente  irritanti.
Sia  l’  acido  salicilico  che  l’  acido  glicolico  sono  agenti  dermici  che  determinano  un  peeling  superficiale,  ossia  un  rinnovamento  superficiale  dell’  epidermide.  Ma  mentre  il  primo  è  più  indicato  nell’  acne  e  nella  pelle  grassa  e  agisce  uniformemente,  il  secondo  è  specifico  per  il  trattamento  delle  macchie  e  della  pelle  secca  e  invecchiata.
È  proprio  per  questa sua  azione  levigante  delicata  che  l’  acido  salicilico  è  uno  dei  protagonisti  delle  creme  e  dei  detergenti  delicati  per  le  pelli  grasse  e  acneiche.


Importante  è  anche  l’  impiego  dell’  acido  salicilico  nella  cura  della  psoriasi  del  cuoio  capelluto  in  associazione  a  corticosteroidi.  Mentre  l’  acido  salicilico  aiuta  a  rimuovere  le  squame,  il  cortisone  riduce  la  componente  eritematosa.
Non  meno  rilevante  è  l’  utilizzo  dell’  acido  salicilico  nel  trattamento  delle  verruche.
Contro  le  verruche  i  rimedi  si  rifanno  spesso  alla  tradizione  popolare  risultando  il  più  delle  volte  inefficaci.  L’  unico  rimedio  scientificamente  più  efficace  sembra  essere  proprio  quello  più  semplice:  impacchi  di  acido  salicilico.  Ne  sono  convinti  ricercatori  inglesi  che  hanno  passato  in  rassegna  la  letteratura  scientifica  sui  trattamenti  di  questo  fastidioso  problema  cutaneo.  Sono  stati  analizzati  sei  studi  contro  placebo,  con  acido  salicilico,  che  avevano  dimostrato  un’  efficacia  del  75%,  rispetto  al  48%  del  gruppo  di  controllo.


Mentre  altri  due  studi  con  diclorobenzene  in  immunoterapia  locale  avevano  mostrato  un  successo  (scomparsa  della  verruca)  nell’  80%  dei  casi  contro  il  38%  del  placebo,  ma  con  diversi  effetti  collaterali,  come  frequenti  irritazioni  locali.

 

Prof. Dr. Tommaso Addonisio

presidente SIMBEN

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Paola D'Incà

Segretario SIMBEN

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Per info:

SIMBEN ( Società Italiana di Medicina del Benessere)   
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24/02/2010



 
 
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