FORMAGGI FRESCHI ITALIANI
FORMAGGI FRESCHI ITALIANI
La nascita del formaggio ha origini antichissime, vi sono testimonianze che lo fanno risalire a circa 18 mila anni fa in Mesopotamia. In Europa furono i monaci i primi ad occuparsi di tecniche di caseificazione intorno al 14° secolo d.C. Oggigiorno la scelta di formaggi è pressochè infinita e la loro produzione ha spesso un ruolo fondamentale per lo sviluppo e l’economia di tante zone. Anche il consumatore più esigente può soddisfare il suo gusto spaziando tra formaggi freschi e stagionati, grassi o light, crudi o cotti, vaccini o caprini, e così via. I formaggi freschi, in particolare e soprattutto in questa stagione, sono l’ideale per tutti coloro che amano gustare un alimento nutriente, saporito ma alleggerito dal suo contenuto in grasso. Questi tipi di formaggio vengono messi in commercio subito dopo la produzione ed in genere hanno una scadenza che non supera i 30 giorni dalla data del confezionamento. Il contenuto di acqua è spesso superiore al 60% ed hanno la caratteristica di riuscire a conservare quasi inalterata la microflora del latte e quindi la sopravvivenza dei batteri probiotici utili per la nostra salute: sono inoltre ricchissimi di Sali minerali, fra tutti il calcio, in forma altamente biodisponibile.
I FORMAGGI FRESCHI + FAMOSI
MOZZARELLA Per valorizzare la sua composizione tradizionale e rendere integra la sua identità, alla mozzarella è stato dato il marchio STG (Specialità Tradizionale Garantita). E’ un formaggio a pasta filata e deve il suo nome alla tecnica di lavorazione che prevede la “mozzatura della pasta” e la sua successiva formazione manuale. Il colore è bianco e la pasta elastica, il suo siero è ricco di fermenti lattici. La versione della mozzarella con il latte di bufala ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta per questo viene prodotta esclusivamente in ristrette zone della Campania, della Puglia e del Lazio. Non và conservata in frigorifero perché può perdere le sue caratteristiche di elasticità e granulosità; andrebbe conservata a temperatura ambiente, immersa nel suo siero e consumata entro 2-3 giorni. Qualcosa in + :Ottima abbinata a confettura di pomodori, mostarda di prugne o confettura di arance.
RICOTTA Viene prodotta dal siero del latte dopo l’ottenimento della cagliata. Il suo nome deriva dal latino “recoctus” che significa secondo processo di cottura, successivo poprio a quello da cui si ottiene la cagliata per fare il formaggio. La ricotta si può ottenere utilizzando latte vaccino, di pecora o di bufala, e si trova in commercio sia fresca che stagionata. Il gusto è molto delicato ed è indicata anche durante diete dimagranti grazie al basso contenuto calorico e di grassi. Và conservata in frigo e consumata entro 2-3 giorni. Qualcosa in + :Si abbina facilmente a dolci, cacao, frutta e zucchero.
CRESCENZA Primo formaggio molle della storia, è un prodotto fresco, dal sapore dolce e delicato. Viene prodotta in due versioni, quella estiva (a pasta sostenuta) e quella invernale (a pasta molle e cremosa). Purtroppo la crescenza è molto delicata e deperisce facilmente, pertanto và conservata per un massimo di due giorni nel frigorifero e al riparo dall’aria; la presenza di riflessi paglierini denota che il prodotto non è più freschissimo. Qualcosa in + :Da provare accompagnata alla Mostarda di Cremona.
ROBIOLA Il suo nome deriva dal temine “rebula”, usato per indicare il colore rossiccio della parte esterna della pasta. Viene prodotta nella zona delle Prealpi lombarde utilizzando latte vaccino, di capra o pecora. La robiola di Murazzano e di Roccaverano ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta. Il sapore è delicato e leggermente acidulo, la pasta granulosa e bianca. Và conserva in frigorifero e consumata entro 2-3 giorni. Qualcosa in + :Molto particolare se abbinata a miele d’acacia o mostarda di mandarini
CAPRINO Con questo nome si indicano tutti i prodotti derivanti dal latte di capra. I caprini sono molto apprezzati come prodotti freschi in quando molto morbidi e spalmabili adatti come spuntino se spalmati sul pane o per preparare piatti più elaborati. Qualcosa in + :Ottimi se si abbinati a marmellate di mele cotogne, miele, rosmarino.
A cura di: Prof. Dr. Tommaso Addonisio presidente SIMBEN presidente@simben.it www.tommasoaddonisio.it
Paola D'Incà Segretario SIMBEN segreteria@simben.it www.xbenessere.it
Per info: SIMBEN ( Società Italiana di Medicina del Benessere)
05/03/2010

|