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LASER EPILAZIONE
L’epilazione laser è sicuramente la tecnica più efficace e duratura nel tempo per l’eliminazione dei peli superflui. Il pelo è un filamento cheratinizzato costituito da una parte interna o radice e da un fusto, che crescendo fuoriesce dal dotto follicolare. Il fusto è costituito dalla corteccia nella quale è contenuto il pigmento della melanina del pelo ed è composta da cellule corticali ricoperte da uno strato semplice di cellule cheratinizzate imbricate che formano la cuticola. I peli di grosso diametro contengono inoltre una zona midollare centrale. Nel follicolo pilifero possiamo distinguere quattro segmenti : la regione infundibolare che corrisponde alla parte più superficiale e termina nel punto di inserzione del dotto escretore della ghiandola sebacea; la zona della ghiandola sebacea che si trova al livello successivo di profondità; l’istmo che inizia nel punto di inserzione del dotto escretore della ghiandola sebacea e termina nel punto di inserzione del muscolo erettore del pelo; la regione bulbare che contiene la papilla dermica,le cellule della matrice e la parte inferiore del follicolo. Il colore del pelo è costituito dai melanociti dermici i quali sono disseminati tra le cellule della matrice nella metà superiore del bulbo o nello strato basale dell’infundibolo nella guaina epiteliale esterna. La melanina del pelo è costituita dall’eumelanina e dalla feomelanina, pigmenti formati a partire dalla tirosina attraverso una cascata di reazioni chimiche avviate dall’enzima tirosinasi. L’eumelanina determina il colore bruno o nero dei peli, mentre la feomelanina determina il colore biondo o fulvo dei peli. I peli crescono seguendo un ciclo ben definito che consiste nello stadio di crescita( fase anagen), nello stadio intermedio o di involuzione ( fase catagen) e nello stadio di quiescenza o caduta ( fase telogen). Solo sui peli in fase anagen il laser può essere efficace. L’utilizzo del laser nell’eliminazione del pelo viene frequentemente utilizzata e consigliata in condizioni di crescita eccessiva degli stessi come nel caso di ipertricosi ed irsutismo. Il termine “ipertricosi” indica la presenza di pelo eccessivamente lungo e folto su un individuo di una determinata età, razza o di un determinato sesso. Può essere localizzata, generalizzata, congenita o acquisita Con il termine “irsutismo” indichiamo invece, nelle donne, la crescita di peli su determinate zone del corpo tipiche del sesso maschile come ad esempio sul viso o sul petto. Nelle donne questa patologia può essere considerata un fenomeno dipendente dagli androgeni, le cui cause includono numerose malattie su base endocrina, l’ereditarietà ed alcuni farmaci. Può essere provocato dall’eccesso di produzione o disponibilità di androgeni , da un metabolismo lento o da una scarsa attività di SHBG. L’irsutismo può inoltre derivare da una maggiore produzione di diidrotestosterone (DHT) o da una accresciuta capacità di risposta del recettore. I primi studi sull’uso del laser per la rimozione dei peli utilizzavano i laser ad onda continua per la distruzione termica dei follicoli piliferi. Diversi autori hanno riportato l’uso ad onda continua per il trattamento di singoli peli. Grossman ed altri autori hanno utilizzato un laser blu verde all’argon a 1.5 w in modalità a impulsi(0.5 sec) riscontrando risultati pari alla crioterapia. Con l’avvento dei laser Q-switched, in seguito a sessioni di trattamento multiplo su tatuaggi resistenti, si è riscontrato un ritardo della ricrescita dei peli sulle zone trattate. Questa osservazione ha condotto ad uno studio sull’utilizzo di laser Q-switched per la rimozione dei peli. In questo studio sono stati trattati numerosi pazienti con peli in eccesso sulla schiena con il laser a rubino Q-switched (694nm, 40 nsec, spot 5 mm, 8-10 J/cm2)ed il Nd-Yag Q-switched (1064nm, 10nsec, spot 3 mm, 3-5 J/cm2). Si è giunti alla conclusione che il laser a rubino poteva garantire una ricrescita ritardata superiore al Nd-Yag. I laser agiscono sul pelo tramite fototermolisi selettiva. La fototermolisi esige per la distruzione selettiva un bersaglio all’interno di un tessuto che nel caso del pelo è la melanina. Ovviamente sono necessari altri requisiti acchè l’epilazione abbia buoni risultati. Infatti è fondamentale la presenza di tre requisiti quali la lunghezza d’onda, la durata dell’impulso, e l’energia. Scegliendo una lunghezza d’onda preferibilmente assorbita dal bersaglio e limitando l’esposizione alla luce rendendola minore o uguale al tempo di rilassamento termico, sarà possibile ottenere un sconfinamento termico. Per distruggere il bersaglio l’energia deve superare la soglia termica. Poichè i follicoli sono localizzati in profondità nel derma occorre scegliere una lunghezza d’onda tale da riuscire a penetrare nel derma garantendo al tempo stesso un sufficiente assorbimento della melanina. Nel primo studio con fototermolisi selettiva per la rimozione dei peli è stato utilizzato un sistema laser al rubino composto da un sistema ottico di puntamento e un laser al rubino senza puntamento al fine di distruggere un vasto campo di follicoli piliferi. Il laser con sistema di puntamento si è dimostrato più efficace e meno invasivo. Entrambi i tipi di laser hanno dimostrato un significativa riduzione del numero di peli di circa il 50% già dopo una sola seduta nei controlli a 3 e 6 mesi. Nel 15% dei pazienti trattati si sono avuti problemi di iper-ipopigmentazione transitoria e comunque nessun esito cicatriziale. La difficoltà nell’ottenimento di una depilazione definitiva sta nella presenza di alcune cellule staminali che duplicandosi possono rigenerare un pelo anche se precedentemente distrutto in modo idoneo mediante laser ( ipotesi del bulge). Per ottenere risultati sempre migliori sono stati condotti numerosi studi. Uno tra questi ha visto l’utilizzo di una sospensione di particelle di carbone fatte assorbire nel follicolo tramite massaggio. Il pelo veniva preventivamente rasato e poi irradiato con nd-yag. Ovviamente il colore nero del carbone determinava l’uso di potenze più basse con risultati migliori. Taluni studi hanno visto invece l’utilizzo dell’acido aminolevulinico ( terapia fotodinamica), con produzione da parte dei follicoli piliferi della protoporfirina fotosensibilizzante IX. I risultati sono stati incoraggianti con assenza di cicatrici. Molto interessanti gli studi recenti che vedono l’uso di laser diodici ad alta potenza con lunghezze d’onda attorno agli 800 nm e pulsazioni di 5-20 msec. Molto interessante è anche l’uso del laser ad alessandrite con lunghezza d’onda di 755 nm. con interessamento esclusivo sulla melanina e quindi sul pelo scuro. Prima di ogni seduta i peli vanno rasati, la pelle va pulita e la zona da trattare possibilmente raffreddata. La fototermolisi va effettuata fino alla scomparsa dello stelo evitando la continuità sequenziale degli spot. L’ideale è raffreddare ogni dieci spot o al comparire di eritema. Immediatamente dopo la seduta va applicata una soluzione idratante antinfiammatoria. Ovviamente è necessario vietare l’esposizione solare fino alla scomparsa totale dell’eritema perifollicolare. Il paziente non deve strappare i peli residui o carbonizzati, per evitare sanguinamento immediato o neoangiogenesi. Se qualche pelo ricresce più “grosso” per scarsa dose, va ritrattato. La seduta successiva va programmata a non meno di 3-4 settimane. Ogni seduta dovrebbe eliminare il 10/30% dei peli con risultati dopo 4-8 sedute : 20% - OTTIMI 60% - DIRADAMENTO - RALLENTAMENTO CRESCITA - RIDUZIONE SPESSORE - RIDUZIONE COLORE 20% - SCARSI O ASSENTI Per ottimizzare i risultati vanno ben inquadrati i pazienti con una attenta anamnesi e con indagini ematochimiche atte a determinare eventuali cause dell’ipertricosi o dell’irsutismo. Prof. Dr. Tommaso Addonisio presidente SIMBEN presidente@simben.it www.tommasoaddonisio.it
Paola D'Incà Segretario SIMBEN segreteria@simben.it www.xbenessere.it
Per info: SIMBEN ( Società Italiana di Medicina del Benessere)
02/06/2010

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